domenica, 17 agosto 2008

In questi giorni sto seguendo assiduamente le olimpiadi di Pechino ed ancora di più i nostri ragazzi impegnati nelle gare di pugilato. Credo che non siano state mai trasmesse in diretta, fino ad ora, ma qualche volta le ho seguite in streaming su internet. E'stato il caso dell'incontro di oggi di Clemente Russo; mentre su raidue c'era la diretta sull'atletica, io e Marco eravamo appiccicati allo schermo del portatile per seguire il match. Devo dire che ho preferito di gran lunga il match senza commento (nonostante adori NINO!  ), perché i suoni e i ritmi erano proprio quelli di un incontro visto dal vivo, così mi sono sentita più vicina al nostro campione.

La cosa che ho gradito di più è stata poter sentire senza interferenze i commenti di un fantastico Damiani alla fine delle riprese; e poi... il tecnico russo che in un italiano strascicato e con una mimica impeccabile diceva la sua. Ecco, Damiani. Fantastico. Durante la seconda ripresa lui diceva e Clemente prontamente faceva, andando giustamente a segno.

"Adesso lui viene sotto e tu  d e v i  e s s e r e  u n  C O B R A  con quella mano dietro".

Come si fa a non riuscire, quando ti senti dire queste cose con il tono che ha utilizzato? Robe così, rimangono scolpite dentro.

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categoria:boxe
lunedì, 04 agosto 2008
Vorrei riuscire ad avere l'eloquenza di certi saggi, e la capacità di trasmettere nel modo più semplice possibile ciò in cui credo. Veronesi, come al solito, mi rinfranca e mi da coraggio.
Questo finesettimana ci siamo trovati a banchettare - noi vegetariani - in mezzo a vagonate di pesce, salumi e gnocco fritto. Non voglio essere ipocrita: le portate che avevo davanti non mi facevano senso in sé. Lo schifo che ho provato è stato dettato dall'eccesso fine a se stesso, dal vedere trangugiare un'abnorme quantità di cibo - ovviamente poco salutare - non per necessità fisica, bensì per un'inspiegabile e insana tendenza all'eccesso. 
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L'importanza di diventare vegetariani
di Umberto Veronesi.
La Repubblica, 6 giugno 2008
 
Cio' che il vertice Fao ha 'dimenticato' di discutere e' il cuore del problema della fame nel mondo, che non è solo legato ai costi di produzione e distribuzione dei cibi, ma sopratutto alle abitudini alimentari della popolazione del pianeta.
 
Occorre una rivoluzione nell'alimentazione dei Paesi ricchi per dare il via concretamente e subito ad una soluzione della tragedia dei Paesi poveri, dove si soffre la fame, noi siamo alle prese con il problema opposto.
Aumenta l'obesita' tra i nostri figli, le nostre adolescenti anoressiche usano il troppo cibo come ricatto e se ne privano fino a lasciarsi morire, la nostra dieta opulenta ci fa ammalare sempre di piu'.
 
Proprio su questi temi si riuniranno a Venezia a settembre alcuni fra i maggiori esperti per la Quarta Conferenza Mondiale sul Futuro della Scienza: 'Food and Water for Life'.
 
Io penso che l'ingiustizia alimentare sia una delle peggiori iniquita' dei nostri tempi: una questione di civiltà e di cultura che ci riguarda tutti da vicino.
 
C'e' un comportamento individuale responsabile, infatti, che può contribuire ad equilibrare questi due drammatici estremi ed e' la riduzione del consumo di carne.
 
Molti uomini di scienza e di pensiero hanno creduto che la scelta vegetariana fosse quella giusta per l'armonia del pianeta.
 
Dal genio rinascimentale di Leonardo da Vinci, che non poteva sopportare che i nostri corpi fossero le tombe degli animali, fino ad Albert Einstein, il piu' grande scienziato del'900 che presagiva che nulla darà la possibilità di sopravvivenza sulla Terra quanto l'evoluzione verso una dieta vegetariana.
 
Anch'io sono convinto che il vegetarianesimo sia inevitabile, per tre motivi, il primo e' di ordine ecologico/sociale.
 
I prodotti agricoli a livello mondiale sarebbero in realtà sufficienti a sfamare i sei miliardi di abitanti, se venissero equamente divisi e sopratutto se non fossero in gran parte utilizzati per alimentare i tre miliardi di animali da allevamento.
 
Ogni anno 150 milioni di tonnellate di cereali sono destinate a bovini, polli e ovini, con una perdita di oltre l'80% di potenzialità nutritiva:
in pratica il 50% dei cereali ed il 75% della soia raccolti nel mondo servono a nutrire gli animali di allevamento.
 
L'America meridionale, per fare posto agli allevamenti, distrugge ogni anno una parte della foresta amazzonica grande come l'Austria.
 
Trentasei dei quaranta paesi più poveri del mondo esportano cereali negli Stati Uniti, dove il 90% del prodotto importato è utilizzato per nutrire animali destinati al macello.
 
Viviamo in un mondo dove un miliardo di persone non ha accesso all'acqua pulita e per produrre un chilo di carne di manzo occorrono piu' di trentamila litri di acqua.
 
Già oggi non riusciamo neppure a contare quante malattie e quante morti potrebbe evitare un minore consumo di carne. Veniamo così indirettamente alla seconda motivazione del vegetarianesimo, che è la tutela della salute.
 
Non ci sono dubbi che un alimentazione povera di carne e ricca di vegetali sia più adatta a mantenerci in buona forma. Gli alimenti di origine vegetale hanno una funzione protettiva contro l'azione dei radicali liberi, cioè quelle molecole che possono alterare la struttura delle cellule e dei loro geni. Si può quindi pensare che chi segue un alimentazione ricca di alimenti vegetali è meno a rischio di ammalarsi e possa vivere più a lungo.
 
C'è poi un secondo fattore. Noi siamo circondati da sostanze inquinanti che possono mettere a rischio la nostra vita. Sono sostanze nocive se le respiriamo, ma lo sono molto di più se le ingeriamo. Consumando carne, ci mettiamo proprio in questa situazione, perché dall' atmosfera queste sostanze ricadono sul terreno, e quindi sull'erba che, mangiata dal bestiame,(o attraverso i mangimi) introduce le sostanze nocive nei suoi depositi adiposi, e infine nel nostro piatto quando mangiamo la carne.
L'accumulo di sostanze tossiche ci predispone a molte malattie cosiddette "del benessere" (diabete non - insulino dipendente, arteriosclerosi, obesità). Anche il rischio oncologico è legato alla quantità di carne che consumiamo. Le sostanze tossiche si accumulano più facilmente nel tessuto adiposo, dove rimangono per molto tempo esponendoci più a lungo ai loro effetti tossici.
 
Frutta e verdura sono alimenti poverissimi di grassi e ricchi di fibre:
queste agevolano il transito del cibo ingerito, riducono il tempo di contatto con la parete intestinale degli eventuali agenti cancerogeni presenti negli alimenti. I vegetali poi, oltre a contaminarci molto meno degli altrialimenti, sono scrigni preziosi di sostanze come vitamine, antiossidanti edinibitori della cancerogenesi (come gli flavonoidi e gli isoflavoni), che consentono di neutralizzare gli agenti cancerogeni, di "diluirne" la formazione e di ridurne la proliferazione delle cellule malate.
 
La terza motivazione, ma non l'ultima, è di ordine etico - filosofico ed è quella che ha fatto di me un vegetariano convinto da sempre. Io ero un bambino di campagna, amico degli animali e oggi sono un uomo che ha il massimo rispetto per la vita in tutte le sue forme, specie quando questa non può far valere le proprie ragioni. Il cibo è per me una forma di celebrazione della vita, ma non mi piace celebrare la vita negando la vita stessa ad altri esseri.
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categoria:veg
martedì, 08 aprile 2008

Questa mattina sono andata a provare definitivamente il vestito: manca qualche ritocco e potremo ritirarlo. Che dire... non mi piace!

Sì, cari miei! Questo è il prezzo da pagare per essersi fatti fare un abito partendo da un modello visto su un giornale pieno di supermodelle con fisici statuari. La gonna è eccessivamente svasata e contate pure che su di me risulta tutta un'altra cosa: le proporzioni del busto e della "mini neppure più tanto mini" sono totalmente diverse dall' "originale", sicché sembro un pacco-bomba regalo, piuttosto che una vestale greca rivisitata in chiave charleston. Che delusione! Gli invitati che leggono questo blog hanno il dovere di far finta di nulla e mentire spudoratamente, facendo commenti appropriati all'evento e soprattutto che non creino troppo imbarazzo alla sposina! Ueeeeeeee!

E comunque. Sposarsi di venerdì può essere stato un buon test per capire chi ci tiene davvero e chi meno. Ché se A. mi ha chiamato contrito e dispiaciuto (quasi troppo, a dire il vero), lo capisco con tutto il cuore e anzi sono tremendamente felice per lui e per la carriera che sta facendo (e l'ho sempre detto che lui è uno dei pochi che ce la può fare e ce la sta facendo... anche se non si degna di farmi fare "la passante" nelle sue produzioni! ), S. stasera mi ha detto che non potrà essere presente. Ed ora, la situazione è ben diversa dalla prima, si tratta di un lavoro BEN diverso, gestibilissimo rispetto a quello di A: è insomma la classica bidonata che non accetto, soprattutto perché  mi dimostra di aver frainteso come una stupida il rapporto di complicità, simpatia e confidenza (oddio, amicizia?) che mi sembrava di aver instaurato con lui negli ultimi mesi. Tant'è.

L'atelier che mi ha confezionato il vestito a mo' di pacco-bomba regalo, oggi è stato il crocevia di una sposina triste per il suo "vestito imperfetto" (io) e un'altra triste per il suo "giorno imperfetto". Porella: si sposa questo giovedì a Lecco! Speriamo per lei e gli invitati che il tempo regga, ma a guardare le previsioni meteo non sembrano nulla di confortante.

E voi che dite? Che tempo farà il diciottoaprile?

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categoria:altro, previsioni meteo
mercoledì, 02 aprile 2008

bagni di Bormio

La tradizione ormai consolidata delle attività connesse al matrimonio prevede che la coppia prenda un periodo di aspettativa e voli chissà dove e per chissà quanto.

Beh, considerato che io e Marco siamo una coppia un bel po' strana, considerando poi che i soldi per un vero e proprio "viaggio di nozze" non possono essere utilizzati - ché ci siamo impelagati nella storia infinita della casa dei nostri sogni -, considerando infine che comunque è un po' triste non concederci proprio nulla da neosposini, ecco che mi è balenata l'idea del week-end di nozze.

Che sia una forzatura, posso ammetterlo. Tuttavia ci sarà sempre tempo per il viaggio alle Galapagos che avevamo pensato, e anche per quello un po' più inquietante in Islanda (scartata alla fin della fiera per 2 motivi sostanziali: vile danaro e poco cibo vegetariano). Il week-end di nozze ben si adatta al momento storico-lavorativo in cui è immerso Marco e non cozza affatto con i miei diversi e vari - seppur nonpagati o sottopagati o vedremoseriusciremoapagarti - impegni

(che, concedetemi la digressione, ieri sera mi sento dire "Ribellati!", piuttosto che "com'è la tua giornata?" Della serie "Trent'anni fa una donna che lavorava era l'emancipata che si distingueva, oggi la mia condizione è praticamente la stessa di allora. Solo che pochi ne capiscono il senso"). 

Dicevo quindi dell'idea di un week-end di nozze.

La prima meta ipotizzata è stata un agriturismo chissà dove. Mi piaceva il sito internet e il fatto che sono coltivatori di lavanda. Poi ho pensato a Venezia. Oddio i prezzi di Venezia, non fatemici pensare. Questo pomeriggio è balenato il we di nozze perfetto per la luna di miele e per la giusta pausa dal lavoro per Marco: LE TERME. Ed è azzeccatissimo per il semplice fatto che  è un luogo in cui già volevamo andare, tantocché avevamo chiesto i prezzi sotto Capodanno, ma erano inavvicinabili; in più, permettetemi di essere politically incorrect e sostenere che di un viaggio culturale i primi quattro giorni da sposata nun me ne pò frega' 'n caxxo, che comprendo potrebbe essere quasi una bestemmia detto da me.

Pertanto sono convinta più che mai che possiamo procedere alla prenotazione, giorni e luogo sono stati definini, compreso il pacchetto ulteriore di trattamenti estetici; manca solo una cosa: avvisare lo sposo!

 

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categoria:viaggi e miraggi, matrimonio
mercoledì, 26 marzo 2008

"Quello che conta non è tanto l'idea,

ma la capacità di crederci fino in fondo"

                                          (E. Pound)

Che cosa c'entra questa frase con un blog che parla di un matrimonio ormai alle porte? Nulla, di primo acchito. Eppure una massima può essere un utile insegnamento di vita, se colpisce dritto al cuore.

Così, mentre me ne stavo mocciolosa pensando che nonostante la costanza e tutto il sudore perso, dopo tre anni di allenamenti sono ancora un pugile mediocre, ho aperto la prima pagina del libro "Progettazione bioclimatica  bioedilizia", in cui l'autore ha voluto citare questa bella frase.

Quando si ha un sogno, un obiettivo, la cosa più difficile ed altrettanto importante è la grande forza di volontà necessaria per raggiungerlo. Non importa quale sia il sogno, non importa quali traguardi ci si pone: ciò che conta è crederci al punto tale da riuscire a superare qualsiasi ostacolo e qualsiasi momento di scoramento. Questo, nel pugilato come nella costruzione della casa dei propri sogni, è stato per me un grande insegnamento di vita che un giorno vorrei riuscire a trasmettere ai miei figli.

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categoria:
giovedì, 20 marzo 2008

Corti calzature - Giussano

Chi l'avrebbe mai detto che sarei finita in un vortice di chiffon, parrucchiere, fioristi, gioiellieri, abiti su misura e scarpe dannatamente belle e dannatamente in pelle ( porcazzozza )?

Tra le mille cose da fare per organizzare una giornata piacevole e completa mi sto perdendo via, complice il fatto che ho iniziato i preparativi abbastanza tardi. Solitamente una sposa inizia a preparae 8-12 mesi prima il tutto, ma a me non è mai interessato molto il discorso Giorno Importante; Abito Bianco e cose varie. Sono una sposa atipica, che però si è ritrovata comunque impelagata in un mare di preparativi doverosi ma inaspettati. E vedere il mio Marco vestito da sposo con un abito troppo "grintoso" e "trendy", tipo per lo sposo che non deve chiedere mai, mi ha fatto sorridere il cuore. Vederlo davanti allo specchio con la sua mise asciutta e perfetta, con mio padre alle spalle che se lo vestiva e coccolava, mi ha fatto sorridere doppiamente.

Ma qui lo dico e non lo nego, non vedo l'ora che finisca tutto e abbia quella dannata fede al dito: le notti poco tranquille iniziano a farla da padrona.

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categoria:accessori, matrimonio
domenica, 16 marzo 2008

assaggio tortaDopo qualche peripezia di troppo ho deciso di affidarmi alle mani di un pasticcere-artista per la realizzazione della torta di nozze. Scelta insieme alla mamma di Marco, mio padre ha voluto un assaggio-prova gratuito che ci siamo bellamente pappati oggi a pranzo, lasciando a mio padre l'ultima fetta a disposizione. Quello che si vede, tuttavia, non è la torta ufficiale che verrà servita, perché mancano due cosucce che il nostro pasticcere non aveva in laboratorio; la prova è servita a testare la bontà e qualità del prodotto.

Per quanto mi riguarda il test è passato, ma non avevo dubbi.

Bella l'idea di inserire la frutta, rende il tutto più gustoso e fresco agli occhi e al palato!

Il nome di questo mastro pasticcere? Flavio Pontiggia: qui il link diretto al suo sito internet.

 

postato da: sbrinz alle ore 12:40 | Permalink | commenti
categoria:matrimonio, torta nuziale
martedì, 11 marzo 2008

Accade che nella vita, prima o poi sia il caso di fare delle scelte. C'è chi come mio padre, vorrebbero che fossero oculate e ben meditate e chi ci si butta a capofitto, facendosi prendere dalle passioni e dalla voglia di vivere a tinte forti. Ebbene, circa un anno fa, al matrimonio di F. e L. io e Marco siamo stati sconvolti dall'impeto della festa, dei baci e abbracci: abbiamo provato sulla pelle di un fratello che cosa significa mettere la propria vita nelle mani della persona amata. Oddio, non che non lo avessimo deciso dieci anni fa, quando ci siamo disperatamente innamorati l'uno dell'altra! Certo è che, di fronte ad una festa del genere, la cerimonia nuziale ha finalmente avuto un senso, almeno per me, ché Marco - ecco una di quelle persone a cui piace vivere a tinte forti (a modo suo) - ha sempre voluto sposarsi con me.

Io di contro, nicchiavo, facevo orecchie da mercante. Ché il nostro Amore può benissimo vivere sano e fecondo per tutto il resto della nostra vita senza obblighi formali, mi son sempre detta. E questo è comunque un fatto. Anche oggi, anche se tra poco più di un mese salirò il primo piano di un delizioso palazzo comunale del Settecento e pronuncerò il fatidico sì.

Eccoci qui, dunque, (di nuovo e per l'ennesima volta) a dare vita a questo spazio che avevo chiuso da un giorno all'altro. Mi ero detta che non avevo più voglia di scrivere un blog diaristico e senza pochi preamboli avevo cancellato di nuovo un altro anno e mezzo di pensieri. Oggi, scrivere qui dentro ha più che mai un senso, se non altro perché ci sposeremo proprio il 18 aprile. Del resto, che giorno ci saremmo dovuti sposare? Dieci anni tondi, dieci. Di quelli che davvero, ti cambiano la pelle. Dieci anni di emozioni fortissime, di crisi, di rinascite, di reinnamoramenti quotidiani, di "dio quanto ti amo", di scelte violente. Dieci anni che sono praticamente volati, che ci hanno visti - uniti - tra i banchi delle superiori e i trucioli del legno, e poi tra i libri universitari e gli scleri del Politecnico e ancora tra le delusioni e le grandi occasioni del lavoro. (E tu che intanto mi curi dal dolore e io che ti aiuto a diventare uomo.) Che meraviglia. 

Accade così che, presi dalla giusta situazione, lo sguardo complice di due che si conoscono a fondo l'abbia fatta da padrone, ed in un istante si sia entrambi pensato... "perché no? Ci sposiamo?!?"

postato da: sbrinz alle ore 17:20 | Permalink | commenti (8)
categoria:matrimonio